27 maggio 2011

Il generale dei briganti: cast e personaggi della miniserie di Paolo Poeti

Per alcuni fu un bandito, per altri un eroe. Uccise per vendetta, fu arrestato ed evase. Si batté prima per Garibaldi, poi per i Borbone, infine per se stesso. Carmine Crocco, brigante e rivoluzionario lucano, avrà il volto di Daniele Liotti nella fiction Il generale dei briganti. Una miniserie in due puntate diretta da Paolo Poeti e prodotta da Ellemme Group per Raiuno. Nel cast, anche Christiane Filangieri (I Liceali 3), Raffaella Rea (Caccia al re - La narcotici), Danilo Brugia (Rossella) e Fabio Troiano (Ris Roma).

Il generale dei briganti
Daniele Liotti: Carmine Crocco (intervista)

Il suo grande amore
Raffaella Rea: Nennella (intervista)

La sua famiglia
Massimo Bonetti: Francesco Crocco, padre di Carmine (intervista)
Larissa Volpentesta: Rosina Crocco, sorella di Carmine (intervista)

Il medico liberale
Danilo Brugia: Mariano Aiello (intervista)

I briganti
Fabio Troiano: Ninco Nanco (twitter)
Massimiliano Dau: Caruso
Marco Leonardi: Rocco
Annalisa De Simone: prima brigantessa

I Guarino
Massimo Dapporto: Conte Ludovico Guarino (doppiaggio)
Christiane Filangieri: Giuseppina Guarino, figlia del conte (intervista)
Vincenzo Alfieri: Ferdinando Guarino, figlio del conte
Chiara Cavaliere: Assuntina, domestica di Giuseppina

I Borbone
Francesca Sarno: Regina Maria Sofia di Borbone (intervista)
Dario Costa: Re Francesco II di Borbone

Gli altri personaggi
David Coco: Antonio, lo scrivano
Fabio Sartor: Darot, industriale svizzero
Thierry Toscan: Giuseppe Garibaldi
Tommaso Ramenghi: Rovere, capitano piemontese (facebook, twitter)

Vai al cast completo

La miniserie
Il generale dei briganti: sito ufficiale

La storia
Biografia di Carmine Crocco (wikipedia)

7 commenti:

  1. si sa gia quando andrà in onda la fiction?

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  2. Certezze non ce ne sono, ma in un articolo pubblicato su putignanoweb.it si dice che potrebbe andare in onda a novembre.

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  3. NON CI POSSO CREDERE!!!

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  4. "E li chiamarono Briganti" un film di Squittieri che racconta Crocco fu tolto dalla circolazione. Ora questa fiction per farla passare in RAI deve essere per forza una storiella d'amore e di coltelli, la verità bisogna cercarla altrove.

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  5. Marco neoborbonico2 febbraio 2012 17:31

    ANONIMO E CHE FILM LI CHIAMARONO BRIGANTI!!! UN FILM CHE RACCONTA LE VERITA' STORICHE CHE TUTT'OGGI CI NASCONDONO DIETRO LA SCUSA DI UN ITALIA UNITA'

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  6. E’ stata divulgata la notizia della prossima messa in onda, da parte del servizio pubblico RAI, di una “fiction” dedicata, con chiara matrice apologetica, a Carmine Crocco, brigante del periodo risorgimentale.
    Ancora una volta, si dà fiato a quello che lo storico siciliano Giuseppe Casarrubea ha definito “falso meri-dionalismo, visione vecchia e vittimistica”.
    Per amor di Patria e di verità storica, ricordiamo che il Crocco era famoso per i suoi voltafaccia: dapprima volontario garibaldino, passò a sostenere (almeno a parole) i Borbone, per poi rivelarsi appieno uccidendo e violentando anche la sua stessa gente per mero interesse personale.
    Ricordiamo anche che il brigantaggio meridionale non nacque come reazione alla “conquista” piemontese, bensì almeno due secoli prima e che venne combattuto aspramente sia da Murat sia dagli stessi Borbone i quali, incapaci di farvi fronte, ricorsero anche a militari stranieri, come il Generale britannico Richard Church. Addirittura, Re Ferdinando I nell'aprile 1816 emanò un decreto per lo sterminio dei briganti che in-festavano Calabria, Molise, Basilicata e Capitanata, conferendo speciali poteri ai vertici dell'esercito
    Si tratta di fatti storici documentati e ben conosciuti.
    Riteniamo dunque grave che il servizio pubblico promuova un tale programma, intriso di falsità storiche, ol-tretutto inquadrandolo nelle celebrazioni per i 150 anni della proclamazione del Regno d’Italia, passo fon-damentale per la realizzazione del sogno plurisecolare dell’unità italiana, realizzata anche con il generoso sa-crificio di tantissimi patrioti meridionali, che ben conoscevano la realtà del sud sotto i Borbone.
    Concludiamo lasciando ancora una volta la parola a Giuseppe Casarrubea, che ricorda come nel periodo ri-sorgimentale “finalmente arrivò l’opportunità di liberarsi dall’oppressione borbonica, fondata su una convi-venza civile fatta di spie, sgherri e bande armate al servizio dei feudatari (ancora nel 1946 se ne contavano nella sola Sicilia ben 37), si accese una speranza nelle nuove generazioni, e in quella borghesia illuminata che più di tutti capiva la necessità e l’urgenza del cambiamento”.

    Dr. Alberto Casirati
    Presidente
    Istituto della Reale Casa di Savoia
    www.ircs.it

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  7. Egr. dr. Casirati, detto da lei che si firma " Ist. Reale casa Savoia" è tutto dire. Avete insabbiato per 150 anni la vera storia. La fiction può piacere o no, ma nulla toglie che quel che accadde allora dovrebbe essere completamente rivisitato.

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